Archivo por meses: mayo 2020

Pradè: «Ho portato il virus in famiglia, che incubo! Ma il calcio è ideale per ripartire»

Daniele Pradè. Ansa

Il dirigente e la battaglia con la malattia: «Che paura soprattutto per i miei suoceri. Con Chiesa rapporto ottimo»

«Senza saperlo ho portato il covid-19 a casa mia. Ho visto ammalarsi mia figlia, mia moglie, i miei nipoti, i miei cognati e soprattutto i miei suoceri. E’ stata dura». Daniele Pradè ha superato dopo 48 giorni di positività il coronavirus e per fortuna lo ha fatto anche tutta la sua famiglia. La paura è stata tanta. Come la voglia adesso di tornare a fare ciò che sa. Calcio.

Pugno di ferro, mascella serrata, piglio da manager: Capello, il mestiere del vincente

Fabio Capello ha vinto scudetti a Milano, Roma, Madrid. Ansa

Il tecnico friulano ha vinto dappertutto imponendo il suo marchio, con una gestione rigorosa del gruppo e dei suoi principi. E quel 4-0 al Barça…

Il mestiere di allenatore: difficile, affascinante, anche esaltante. Dedichiamo una serie di ritratti ai tecnici che hanno segnato la storia del calcio, italiano e internazionale, suddivisi in tre categorie: i condottieri, quelli che si sono imposti grazie al loro carisma, diventando delle icone; i rivoluzionari, quelli che con le loro idee hanno cambiato il modo di giocare; i filosofi, che si sono resi celebri con il loro pensiero originale. La puntata di oggi è dedicata a Fabio Capello.

Is Arenas: Cellino, cade l’accusa di peculato. Ma è condannato a due anni per delitto ambientale

Massimo Cellino, attuale presidente del Brescia. Ansa

Per la vicenda dello stadio di Quartu Sant’Elena l’ex presidente del Cagliari, oggi patron del Brescia, nel 2014 era finito in carcere

L’ex presidente del Cagliari Calcio e attuale patron del Brescia, Massimo Cellino, è stato condannato a due anni per violazioni paesaggistiche nell’ambito dell’inchiesta sulla realizzazione dello stadio Is Arenas a Quartu Sant’Elena (Cagliari). Assolto per non aver commesso il fatto dalla più grave accusa di peculato, l’ex patron rossoblu, è stato ritenuto responsabile solo di un delitto ambientale, una contestazione già sulla strada della prescrizione.

Mentre sono stati assolti da tutti i capi di imputazione l’ex sindaco di Quartu, Mauro Contini e l’ex assessore ai Lavori Pubblici Stefano Lillu.

Guerrieri, la chance della vita: con Proto out può far svoltare la sua carriera

Guido Guerrieri

Cresciuto nelle giovanili con Inzaghi, talento annunciato, con il belga che pensa al ritiro, potrebbe esser promosso anche per la prossima stagione come vice di Strakosha

Un numero fortunato. Nella sua ancor giovane carriera di allenatore Simone Inzaghi ha spesso dato spazio a giocatori nati nel 1996. Non un caso in realtà, perché da Murgia a Palombi, si tratta di ragazzi che il tecnico biancoceleste ha conosciuto quando erano insieme nel settore giovanile biancoceleste, e, professionalmente, sono cresciuti insieme. Fra di loro c’era anche Guido Guerrieri. Ragazzo dell’Eur, cresciuto con la passione per il calcio e per Angelo Peruzzi.

Per questo, fin da piccolissimo, si è messo in porta, cercando, con le sue parate, di dare l’ultima mano alla squadra nei momenti di difficoltà. Da qualche stagione è il terzo portiere della Lazio, ma con Silvio Proto attualmente in Belgio (e che non ha nascosto di riflettere anche sulla possibilità di ritirarsi), potrebbe sfruttare l’occasione per fare un passo avanti nelle gerarchie ed esser promosso, anche per la prossima stagione, come vice di Strakosha.

Lautaro e la “clausola della storia”: con 111 milioni diventerebbe l’argentino più costoso

Lautaro Martinez, 22 anni, seconda stagione all’Inter, ANSA

Se partisse a certe cifre il Toro supererebbe Higuain, il possibile ex numero uno a quota 90

Tema caldo il futuro di Lautaro Martinez. Caldissimo e pure costoso, che potrebbe portare nelle casse dell’Inter una cifra da record: 111 milioni di euro, il valore della clausola rescissoria. Difficile che qualche club possa sborsare una somma del genere, più probabile che ci si metta al tavolo a trattare.

Magari con il Barcellona, al momento la società più interessata al Toro: si approfondirà il discorso, eventualmente, tra un po’. Intanto a Milano contano di trattenere il proprio numero 10, talento che se partisse per quei famosi 111 milioni scriverebbe la storia del calcio argentino.

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Bonaventura e i suoi fratelli: quei 4 parametri zero che possono cambiare il destino della Roma

Budget non ampio, il tecnico ha chiesto a Petrachi giocatori d’esperienza per puntellare la rosa. Nel mirino anche Vertonghen, Mertens e Pedro

Il budget non è ampio, le incertezze sono tante, ma Paulo Fonseca non intende mollare: si è dato due anni, massimo tre, per vincere con la Roma (cosa che a Trigoria non accade dal 2008) e per questo vorrebbe giocatori esperti e da inserire subito in rosa. Come Smalling e Mkhitaryan un anno fa, al netto dei problemi fisici dell’armeno.

Per questo la società, con la collaborazione di Franco Baldini in alcuni casi, sta valutando tre parametri zero (più uno) che avrebbero tutte le caratteristiche richieste dal tecnico. Uno per la difesa – Vertonghen -, uno sulla trequarti o in mezzo al campo – Bonaventura – e uno in attacco: Pedro. Il più uno, invece, è Dries Mertens: un sogno o poco più, al momento. Ma, in assoluto, da mesi è il primo nome che Fonseca ha fatto a Petrachi.

Lautaro come Suarez: ecco perché il Barcellona vuole accontentare Messi

Luis Suarez, 33 anni, con Lautaro Martinez, 22

Luis e il Toro un anno insieme al fianco di Leo, poi la successione: così è nata l’idea catalana di inseguire il nerazzurro. Con la benedizione della Pulce, ovviamente

Chissà se l’accostamento nella testa di Leo Messi sarà nato la sera del 2 ottobre: Camp Nou, Barcellona-Inter 2-1, gol di Lautaro e doppietta di Suarez. Sotto sotto a Leo sarà probabilmente scappato da ridere. Di certo c’è che le ultime parole al Mundo Deportivo non sono casuali. No, non tanto per l’ennesimo endorsement su Lautaro, del quale s’è detto di tutto e di più.

Addii, ritorni, prestiti e ritardi: Juve-Higuain, un biennio in altalena

Gonzalo Higuain, 32 anni, attaccante argentino della Juventus. Getty

Oggi è previsto il rientro in Italia dell’argentino, reduce da due anni turbolenti: dal doppio prestito a Milan e Chelsea al rilancio con la Juve, ma ora rischia il posto e il futuro è in bilico

Il giorno, forse, è arrivato: salvo imprevisti legati ai voli, Gonzalo Higuain atterrerà oggi a Torino (ultimo dei bianconeri), per poi chiudersi in quarantena in attesa di tornare a lavorare con i compagni tra 14 giorni. In tanti si domandano come tornerà in Italia, fisicamente (l’estate scorsa si presentò tiratissimo in ritiro, ma in passato gli è capitato di lasciarsi andare durante i periodi di sosta) e mentalmente.

Pradè colpito dal coronavirus: «Ho contagiato tutta la famiglia»

Il direttore sportivo viola positivo al Covid-19. A marzo i primi casi tra giocatori e staff medico nel club toscano. Nei giorni scorsi altri 6 contagiati

Anche il direttore sportivo della Fiorentina Daniele Pradè è stato colpito dal coronavirus. Lo racconta lui stesso al giornalista Gianluca Di Marzio. Su Sky Sport verrà trasmessa l’intervista-confessione del dirigente viola. «Fa male vedere tutta la famiglia ammalarsi a causa propria, il calcio può far capire come sarà la nuova vita», dice Pradè nelle anticipazioni trasmesse da Sky. «Ho portato il virus in casa, l’ho trasmesso a mia moglie, a mia figlia, ai miei cognati e ai miei nipoti e soprattutto ai miei suoceri, che sono stati ricoverati per 30 giorni.

Nella sfortuna sono stati ricoverati allo Spallanzani che è un posto di importanza primaria nel mondo per questo tipo di malattie. Il momento più brutto è quando vedi tutta la tua famiglia ammalarsi pian piano, è un virus subdolo e bastardo».

Quaderni, droni, kite-surf e quel cappotto rosso… Entriamo nel mondo di Nagelsmann

Aneddoti e curiosità sul possibile futuro tecnico del Milan che alla guida del Lipsia ha già bruciato le tappe

Il mondo di Julian. Ecco alcune curiosità su Nagelsmann, allenatore del Lipsia, che ha portato ai quarti di Champions e definito il tecnico del futuro.

SEMPRE IL PIÙ GIOVANE—   Julian Nagelsmann è diventato il più giovane allenatore «stabile» della Bundesliga, quando nel 2016 è subentrato a Huub Stevens sulla panchina dell’Hoffenheim. Aveva 28 anni. Come allenatore ad interim, per una sola partita, lo batte però Bernd Stoeber, che nel 1976 a 24 anni guidò il Saarbruecken per una partita di Bundesliga. Nagelsmann ha continuato a battere record di precocità: l’ultimo è quello di aver giocato e vinto una partita di eliminazione diretta in Champions a 32 anni e 211.

Il suo Lipsia ha eliminato il Tottenham di Mourinho. Nagelsmann viene chiamato anche piccolo Mourinho. Non ama i social, ne sta lontano. Fa beneficenza per l’iniziativa caritatevole Common Goal.

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